Futures del Gas naturale in ribasso

Futures del Gas naturale in ribasso

La sessione borsistica di questo Lunedì in America ha decretato un aumento dei futures del Gas naturale.

All’interno del New York Mercantile Exchange i futures del Gas naturale in consegna a settembre sono stati scambiati a 2,628 dollari per ogni milione di British thermal units in aumento dello 0,13%.

In precedenza i valori di scambiano stati anche più alti raggiungendo quota 2,722 dollari per ogni milione di British thermal units e il Gas naturale ha trovato una quota di supporto a 2,531 dollari è una quota di resistenza a 2,732 dollari.

L’indice del Dollaro che mette in risalto l’andamento della moneta americana nei confronti delle altre monete rivali è sceso dello 0,15% scambiando a 95,49 dollari.

Dando un’occhiata anche sul Nymex vediamo che il Greggio in consegna a settembre è salito del 2,78% scambiando a 45,96 dollari per barile mentre il Gasolio, sempre in consegna a settembre è salito del 2,64% scambiando a 1,3921 dollari per gallone.

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Coppia EUR/USD in discesa

eur usd discesa

In questo giovedì di contrattazioni frenetiche il valore della nostra moneta unica è risultato essere più basso rispetto al valore del Dollaro americano.

Il valore di coppia EUR/USD è sceso dello 0,41% scambiando a quota 1,104.

Il valore è arrivato ad avere una quota di supporto a 1,057 che risulta essere il valore più basso fatto registrare da mercoledì scorso ed una quota di resistenza posta a 1,149 che a sua volta risulta essere il valore più alto fatto registrare da martedì scorso.

Allo stesso momento il valore dell’Euro è stato più basso rispetto alla Sterlina inglese ed allo Yen giapponese con la coppia EUR/GBP che scende dello 0,19% toccando quota 0,8761 e la coppia EUR/JPY che scende dello 0,92% toccando quota 110,41.

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Partita la produzione a Sankofa

gnpc

La GNPC (National Petroleum Corporation of Ghana) ha previsto che la prima produzione di Petrolio nel giacimento offshore sviluppato da Eni in collaborazione con Vitol a Sankofa riesca a partire iniziando la produzione nella seconda metà del prossimo anno mentre la produzione di Gas partirà a inizio del 2018.
Lo ha dichiarato Alex Mould, Ceo di GNPC durante una conferenza stampa.
Il giacimento di Sankofa che è appoggiato dalla Banca Mondiale da la possibilità al Ghana di implementare la propria produzione petrolifera e di Gas.

Una prima stima vede un aumento della produzione di Greggio attorno hai 400.000 barili

al giorno per la fine del 2022 e quella di Gas che supererà i 350 milioni di piedi cubici standard al giorno entro la fine del 2018.

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Buon andamento per i futures del Greggio

greggio petrolio

Questo venerdì la sessione asiatica di borsa ha visto un rialzo dei futures del Greggio.
All’interno del New York Mercantile Exchange i futures del Greggio in consegna a luglio sono stati scambiati a 48,92 dollari per barile in aumento dello 0,11%.

In un primo momento i valori di scambio sono risultati anche più alti a 49,17 dollari per barile ed il Greggio era previsto trovare una quota di supporto a 47,11 dollari e una quota di resistenza a 50,37 dollari.

Dando un’occhiata all’interno dell’ICE vediamo che il Petrolio Brent in consegna ad agosto è salito dello 0,09% scambiando a 49,92 dollari per barile mentre lo spread dei contratti tra il Petrolio Brent e il Greggio si stabilizza sui 0,82 dollari per barile.
L’indice del Dollaro che mette in risalto l’andamento della moneta americana nei confronti delle altre monete rivali è sceso dello 0,01% scambiando a 95,38 dollari.

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Continua allentamento monetario di Bankitalia

bankitalia

I criteri di offerta dei prestiti a imprese e famiglie ha proseguito il suo cammino di allentamento anche nel primo trimestre del 2016.

Questo miglioramento ha diminuito sia la pressione derivata dalla concorrenza fra i vari intermediari sia il fattore di rischio percepito in concessione con le migliori prospettive economiche.

Lo ha dichiarato Bankitalia attraverso la sua indagine trimestrale sul credito bancario condotta nell’ambito di quella della Banca Centrale Europea riguardante la zona euro.
Per stilare questa indagine Bankitalia si è avvalsa di 8 fra i principali gruppi bancari presenti in Italia.

A questo punto gli intermediari si aspettano che in questo trimestre si verifichi un ulteriore allentamento delle condizioni di erogazione dei prestiti sia alle famiglie che alle imprese.

Queste politiche creditizie più favorevoli sono tradotte principalmente in un ulteriore restringimento dei tassi di interesse applicati ai prestiti stessi.

Logicamente la richiesta di prestiti da parte di famiglie e imprese ha fatto registrare un aumento rispetto al precedente trimestre e secondo gli intermediari questi livelli di crescita continueranno anche per il trimestre in corso e per il prossimo.

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Inflazione stabile a dicembre secondo l’ISTAT

Secondo quanto dicono i dati finali dell’ISTAT, a dicembre l’indice NIC relativo ai prezzi al consumo non ha subito variazioni sia sulla base congiunturale che rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Il tasso di inflazione medio annuo (NIC) per il 2014 è stato dello 0,4%, in calo di un punto percentuale rispetto al 2013.
Anche l’indice IPCA è confermato al +0,4% in confronto al +1,5% relativo al 2013 che corrisponde alla variazione più bassa registratasi dal 2001, ad agosto il nostro paese è entrato in deflazione, cosa che non succedeva dal lontano 1959.
L’ISTAT ha puntualizzato che il conseguente azzeramento dell’inflazione è da imputare al consistente calo dei prezzi dei beni energetici che non sono regolamentati dovuta alla diminuzione dei prezzi dei carburanti.
L’inflazione di fondo al netto degli alimentari freschi e dei beni energetici è salito dello 0,8%, 0,3 punti in più rispetto al mese precedente, se invece facciamo il calcolo al netto dei soli beni energetici l’inflazione si porta a +0,7% rispetto allo 0,8% del mese precedente.
I prodotti che sono considerati come acquisti frequenti sono calati dello 0,5% su base mensile e dello 0,8% su base annua.
I beni per la cura della casa, della persona e quelli alimentari sono aumentati dello 0,2% su base mensile e dello 0,3% su base annua.
L’ISTAT ha messo in luce la chiara situazione di biforcazione fra i prezzi dei beni e i prezzi dei servizi, i primi hanno dato al 2014 un contributo deflazionistico, i secondi invece hanno avuto un contributo inflazionistico.
Questi dati sono da considerarsi tutti ottimi movimenti da sfruttare con l’apertura di opzioni binarie o per chi investe nel mercato forex foreign exchange.

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Indici in rosso a Piazza Affari

Oggi tutte le piazze europee compresa la nostra Piazza Affari hanno iniziato le loro sedute presentando una tendenza degli indici al ribasso.
Fra poche ore Banca Italia renderà noti i dati di aggiornamento relativi al debito pubblico del nostro paese riferiti al mese di novembre.
Intanto il FTSE Mib cala dell’1,05% e il FTSE All Share perde l’1,01%, si sono verificati anche altri cali, il Mid Cap perde lo 0,53% e l’Italia Star si assesta a -0,45%.
In America a Wall Street gli indici sono stati in negativo, il Dow Jones ha perso lo 0,35% a 17.816 punti, il Nasdaq ha ceduto lo 0,12% a 4.789 punti percentuale ed l’S&P500 ha perso lo 0,47% a 2.078 punti.
Le azioni Apple sono in rialzo dello 0,97% arrivando a 112,21 dollari, la Apple ha sfruttato l’ottimo momento dopo la promozione ricevuta da Credit Suisse.
Anche la borsa di Tokio ha chiuso al ribasso, l’indice Nikkei ha subito una flessione dell’1,85% a 16.897 punti, le società petrolifere sono state penalizzate dalla forte volatilità del prezzo del greggio, tale volatilità potrebbe essere sfruttata attraverso l’utilizzo delle opzioni binarie.
Tornando alla nostra Piazza Affari, l’ENI fa registrare una flessione del 2,5% a 13,9 euro, questo perchè gli analisti di Nomura hanno provveduto al taglio del target price da 15,4 euro a 12,4 dopo l’ennesimo ribasso subito dal prezzo del greggio.
ENEL lascia sul campo l’1,45% a 3,579 euro, sul Sole 24ore è stato pubblicato un’articolo che dichiara che il colosso elettrico ha intenzione di togliere dal mercato 4 miliardi di euro in Bond, si tratterebbe delle emissioni in scadenza nel 2015 che il gruppo capitanato da Starace non intende assolutamente rifinanziare.
Circa 3 miliardi e mezzo sono in scadenza a giugno, comunque sembrerebbe che il gruppo potrebbe anche decidere di lanciare un’offerta di riacquisto sulle emissioni con scadenze più lunghe e rendimenti più alti.
MPS cede lo 0,98% a 0,4678 euro, sembrerebbe che l’istituto di credito toscano sarebbe intenzionato a mettere in campo un progetto per esternalizzare la gestione dei crediti posti in sofferenza per un buon 80% delle posizioni complessive dell’istituto.
La dirigenza stà valutando svariati operatori del settore che potrebbero prendere a carico tali crediti, l’obiettivo finale della banca è quello di riuscire a chiudere l’operazione entro marzo.

Questi dati sono da considerarsi tutti ottimi movimenti da sfruttare con l’apertura di opzioni binarie.
In ultimo la ligure Banca Carige riesce a recuperare l’1,95% a 0,0794 euro, sembrerebbe che l’ammontare del prossimo aumento di capitale si aggirerebbe attorno ai 700 milioni di euro entro marzo di quest’anno.

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Piano industriale Alitalia

Come molti economisti sapranno, fra pochi giorni si terrà il primo board della nuova Alitalia che è partecipata al 49% da Etihad.
La riunione del Consiglio di Amministrazione è stato organizzato per discutere ed esaminare tutto l’intero piano industriale, le previsioni dicono che l’aumento di capitale relativo ai 390 milioni di euro versati dal nuovo socio mediorientale saranno impiegati esclusivamente per lo sviluppo della compagnia che ha obiettivi ambiziosi da portare a termine.
Oltre questi sono in arrivo altri 120 milioni di euro relativi all’operazione, sempre con Etihad di rilevare il 75% di Alitalia Loyalty, società che gestisce il programma millemiglia.
Per l’anno a venire i costi ammontano a circa 2,40 miliardi di euro contro un ricavo di soli 1,20 miliardi, fra queste spese la voce carburante resta la più alta in assoluto con i suoi 950 milioni di euro, cifra che potrebbe diminuire visti i costi in diminuzione del greggio e dei relativi carburanti.

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